Uno studio appena pubblicato su Nature svela uno straordinario accumulo di resti di cetacei sul fondale della Fossa Diamantina, nell'Oceano Indiano sud-orientale, a profondità record che superano i 7000 metri. La ricerca, che ha visto il contributo decisivo dei ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra, documenta un giacimento paleontologico attivo da oltre 5 milioni di anni (https://www.unipi.it/news/cimitero-di-balene-nelloceano-indiano/)
Analizzando i reperti raccolti dal batiscafo cinese Fendouzhe in varie zone della Fossa Diamantina, Giovanni Bianucci e Alberto Collareta hanno identificato una netta prevalenza di zifidi, enigmatici cetacei cacciatori di calamari che frequentano abitualmente le grandi profondità. Tra i resti identificati figurano sia forme viventi che forme estinte, tra cui una nuova specie fossile, Pterocetus diamantinae. I reperti, costituiti soprattutto da robusti rostri, si sono conservati – talvolta per milioni di anni – grazie all'inclusione all'interno di spesse incrostazioni ferro-manganesifere.
Le esplorazioni del batiscafo Fendouzhe hanno anche permesso di osservare grandi scheletri di cetacei depositatesi sul fondale in tempi più recenti: questi scheletri sostengono veri e propri ecosistemi – le cosiddette whale fall communities – abitati da organismi altamente specializzati e in gran parte ignoti alla scienza, capaci di nutrirsi della materia organica contenuta nelle ossa dei cetacei in contesti estremi.
Lo studio rappresenta uno dei primi successi del Global Hadal Trench Exploration Program (GHEP), progetto internazionale patrocinato dall'UNESCO, dedicato all'esplorazione degli abissi più remoti, il cui comitato direttivo vede la partecipazione dello stesso Bianucci.
Xiaotong Peng, Peng Zhou, Xikun Song, Giovanni Bianucci, Mengran Du, Alberto Collareta, et al. 2026. 5.3-million-year-old deep-sea whale necropolis in the Diamantina Zone. Nature, doi:10.1038/s41586-026-10546-z.

Ricercatori cinesi e italiani (da sinistra a destra: Mengran Du, Xiaotong Peng, Giovanni Bianucci, Alberto Collareta e Xikun Song) posano con crani fossili di cetacei della Fossa Diamantina. La fotografia è stata scattata presso l’Institute of Deep-sea Science and Engineering, dell'Accademia Cinese delle Scienze, Sanya, Cina.

Posizione della Fossa Diamantina nell'Oceano Indiano sudorientale. Crediti: G.Bianucci / Google Earth.

Scoperta e recupero dei resti fossili di Pterocetus diamantinae, una nuova specie di zifide della Fossa Diamantina. In alto a sinistra, il fossile sul fondale marino - ricoperto di noduli ferromanganesiferi - al momento del ritrovamento con il batiscafo cinese Fendouzhe; in alto a destra, recupero del fossile tramite il braccio meccanico del batiscafo; in basso, il cranio preparato per lo studio paleontologico. Crediti: foto in alto, Global TREnD, IDSSE; in basso, G. Bianucci.

Resti scheletrici frammentari di cetacei sono abbondanti sul profondo fondale marino della Fossa Diamantina, a testimonianza di una lunga esposizione e di una lenta degradazione delle carcasse. Queste ossa sono tipicamente colonizzate da animali che vivono su substrati duri, tra cui anemoni di mare peduncolati, spugne e stelle marine. Fotografia scattata dal batiscafo cinese Fendouzhe. Crediti: Global TREnD, IDSSE.

Recupero di ossa fossili di cetacei utilizzando il braccio meccanico del batiscafo cinese Fendouzhe sul fondale profondo della Fossa Diamantina. Crediti: Global TREnD, IDSSE.
Lo studio, pubblicato su Nature, ha coinvolto i paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra.