Rodolfo Carosi

Il geologo Virtuale
Itinerari Geologici
  Perchè?

Ho deciso di mettere in rete alcuni itinerari geologici, partendo da quello dei Monti Pisani, per mettere a disposizione di tutti i possibili interessati in modo semplice e gratuito informazioni su itinerari geologici a portata di mano.
Visto che il materiale c'è ed era stato predisposto qualche anno fa per una "fantomatica" guida della SGI sulla Toscana ..... perchè continuare a tenerlo nel cassetto??
Quasi tutti gli itinerari che propongo sono usati da anni per gli studenti di Scienze Geologiche in lezioni fuori sede di uno o più giorni e quindi possono servire come base di informazioni anche per lezioni future.
I lavoro e' all'inizio e saranno piu' che graditi suggerimenti e osservazioni, ma anche la vostra collaborazione è benvenuta.

Un'ultima raccomandazione: questi sono viaggi virtuali e possono essere coinvolgenti, ma ... non dimentichiamo che l'esperienza diretta sul terreno è insostituibile!

 
queste pagine sono ancora incomplete... il tempo è tiranno...
ma , di quel che c'è, non manca nulla!
Avanti!




Itinerari
 

 

Monti Pisani (Appennino Settentrionale)


Informazioni generali sull'itinerario
L'itinerario scelto si sviluppa attraverso il nucleo metamorfico dei Monti Pisani che può essere visitato con due escursioni della durata di un giorno, da effettuare quasi interamente in auto, salvo alcuni brevi tratti a piedi, utilizzando come base di partenza Pisa che dista non più di 10-20 km dai Monti Pisani.

Nel primo itinerario viene effettuata una classica traversata del massiccio che partendo dal paese di Buti attraversa il Monte Serra, da cui si gode un ottimo panorama della pianura di Pisa e dell'ultimo tratto a meandri del fiume Arno, e arriva fino a Castelmaggiore-Calci, sul versante meridionale del massiccio. Il tragitto segnalato permette di osservare l'intera successione partendo dalle rocce piu antiche affioranti, che costituiscono il basamento paleozoico (Filladi e Quarziti di Buti) attraverso le formazioni principali del Verrucano rimanendo all' interno dell'Unità di M. Serra e alcune caratteristiche delle deformazioni essenzialmente plicative che hanno interessato l'intero massiccio.

Il secondo itinerario si snoda nel settore nord-occidentale ed esamina parte della successione carbonatica metamorfica al di sopra del Verrucano e le deformazioni che hanno interessato dell'Unità di S. Maria del Giudice.



Cartografia consigliata

Carte Topografiche
  • - Foglio IGM 1:100.000 PISA;
  • - Tavolette IGM 1:25.000;
  • - Monti Pisani: itinerari turistici ed escursionistici. Scala 1:25.000. Provincia di Pisa e C.A.I. Sezione di Pisa. (Reperibile presso l'Ufficio del Turismo della Provincia di Pisa).
Carte Geologiche
  • - Fogli 1:100.000 Pisa e Lucca, Servizio Geologico Nazionale
  • - Giannini E. e Nardi R. (1965) - Geologia della zona nord occidentale del Monte Pisano e dei Monti d'oltre serchio (Prov. di Pisa e Lucca). Con carta geologica a colori alla scala 1: 25.000. Boll. Soc. Geol. It., 84, 197-270.
  • - Rau A. e Tongiorgi M. (1974) - La geologia dei Monti Pisani a Sud-Est della Valle del Guappero. Con due carte geologiche a colori alla scala 1:25.000. Mem. Soc. Geol. It., 13, 227-408. Carratori et alii (1994) - Carta degli elementi naturalistici della pianura di Pisa e dei rilievi contermini. Società Geografica Italiana. Vol. L.
Sguardo geologico d'insieme

Sono presenti due unità tettoniche metamorfiche che fanno parte dell'Unità di Massa, al di sotto della Falda Toscana. Si tratta delle unità tettoniche di Monte Serra e S. Maria del Giudice. Temi. Basamento Paleozoico, Verrucano e coperture carbonatiche. Ambienti di sedimentazione fluviale e deltizio, approfondimento del bacino e loro evoluzione. Principali località fossilifere.
Prima fase deformativa sin-metamorfica in facies scisti verdi (Franceschelli et al. , 1986 etc;), seconda fase deformativa legata alla tettonica di riesumazione dei nuclei metamorfici, in contesto di tettonica estensionale.
Itinerario 1
Buti-Calci:
Il contatto tra il Verrucano e il basamento paleozoico e la successione dell'Unità di Monte Serra

STOP 1 - Da Cascine di Buti si prende sulla sinistra la strada per M. Serra, superato l'abitato di Buti si inizia la salita per il Monte Serra. Dopo Panicale alto, si effettua la prima fermata in corrispondenza del 4° tornante. Le rocce presenti sul taglio stradale sono costituite da fitte alternanze di filladi, quarziti e metarenarie che fanno parte della Formazione delle Filladi e Quarziti di Buti e sono attribuite al Paleozoico. Presentano una strutturazione complessa in quanto sono state deformate dalla orogenesi ercinica al Carbonifero inferiore e dalla orogenesi appenninica allo Oligo-Miocene. La superficie tettonica principale è rappresentata da una foliazione pervasiva sub-verticale orientata N........ che attraversa le rocce in esame e passa nei litotipi del Verrucano. Sono visibili delle blande pieghe di seconda fase, simmetriche, con sviluppato un cilvaggio di crenulazione a giacitura sub-orizzontale. Con l'aiuto di una lente è possibile osservare nei microlithons della foliazione S1, la presenza di più foliazioni metamorfiche più antiche della foliazione principale, evidenziate dall'allineamento di fasci di miche e clorite.
In corrisponedenza del tornante, percorrendo per pochi metri un piccolo sentiero, si può facilmente osservare il passaggio tra le Filladi e Quarziti di Buti e le Anageniti Grossolane sovrastanti, che segnano l'inizio del ciclo alpino e il passaggio alla successione del Verrucano. Qui è presente un livello di pochi metri di spessore di microconglomerati e arenarie.... Breve descrizione dei litotipi.
L'eterogeneità delle litologie presenti, caratterizzate da conglomerati quarzosi, metarenarie e filladi permette di osservare agevolmente le deformazioni che hanno interessato la successione. Addentrandosi nella vegetazione a monte della strada, per circa 5-10 metri, si possono trovare numerosi esempi di rapporti tra superficie di stratificazione piegata, foliazione della prima fase deformativa sub-verticale ad angoli generalmente alti rispetto alla stratificazione e foliazione della seconda fase deformativa a giacitura sub-orizzontale costituita da un clivaggio di crenulazione a spaziatura centimetrica legato a pieghe piuttosto aperte.
Nelle Anageniti sono presenti tafoni causati dall'erosione eolica.

STOP 2 - Si prosegue nella stessa direzione e, dopo tre curve, si arriva ad una piccola spianata a quota 536 m sulla destra della strada. Qui osserviamo il contatto tra Anageniti grossolane e Scisti violetti. la foliazione S1 è orientata NW-SE ed immerge di 40¡ verso NE, mentre la stratificazione è meno inclinata (circa 30¡NE). Poco più avanti gli Scisti violetti passano alle Anageniti minute, che costituiscono il nucleo di una stretta sinclinale vergente verso SW.

STOP 3 - A Prato Ceragiola si imbocca sulla destra la strada per M. Serra. Fatti 200 - 300 metri circa si può fare un piccolo tragitto a piedi lungo il taglio stradale che permette di osservare in dettaglio i litotipi della parte superiore del Verrucano e le strutture sedimentarie presenti.

STOP 4 - Arrivati al ristorante Rosa dei Venti si può prendere sulla sinistra, un comodo sentiero per la Costa del Moriglione, contrassegnato con "00", che inizia con una piccola salita. Questo percorso richiede non più di 30-40 minuti e permette di osservare alcuni grossi affioramenti di Scisti violetti e Anageniti minute e di arrivare ad un ottimo punto panoramico, da cui si possono osservare alcune delle maggiori strutture dei Monti Pisani a sudest, compreso un tratto della pianura pisana con i meandri del fiume Arno e la copertura carbonatica dell'Unità di S. Maria del Giudice fino alle Alpi Apuane ad ovest (v. schizzo panoramico). La stratificazione, talora incrociata e in certi casi marcata da ripple marks, è sempre ben visibile e tagliata ad alto angolo dalla foliazione principale S1, connessa alla formazione della grande anticlinale.....

STOP 5 - Cerniere di pieghe della prima fase deformativa. Dopo Prato Ceragiola, superato il sacrario, si effettua una fermata in corrispondenza della prima curva e uscendo dalla strada di poche decine di metri ci si dirige verso il cocuzzoletto a quota 551 m. Qui affiorano gli Scisti verdi interessati da evidenti pieghe dritte della prima fase deformativa, che mostrano un cospicuo ispessimento degli strati in corrispondenza delle zone di cerniera, dove la stratificazione è tagliata ad alto angolo dalla foliazione di piano assiale delle pieghe (S1) orientata N130E. Si possono osservare delle evidenti lineazioni di intersezione tra stratificazione e foliazione orientate N130E, parallele agli assi delle pieghe stesse.

Panorama sulle sassaie dei M. Pisani (v. Pappalardo M. & Putzolu P.P. (1995) - Le "Sassaie" dei Monti Pisani: "Colate di pietra" tipiche dell'ambiente periglaciale. Atti Soc. Tosc. Sc. Nat. Mem., serie A, 101, 323-342.)

STOP 6 - Scendendo ancora di due tornanti, si arriva in prossimità di un'ampia curva in località Piastraie. Sul taglio della strada, a quota 370 m circa, si vedono, negli Scisti verdi, alcune pieghe asimmetriche attribuibili alla seconda fase deformativa. Risultano limitate da piani di taglio inclinati verso NE. Nei livelli più pelitici si osserva agevolmente lo sviluppo di un clivaggio di crenulazione S2 a giacitura sub-oroizzontale.

STOP 7 - Cave di Agnano, località fossilifera per impronte di tetrapodi etc.



Itinerario 2a
Via Panoramica "dei 4 venti":

STOP 1 - Molina di Quosa ..... dopo ristorante Ciapino, sulla destra nel taglio stradale: scaglia metamorfica di colore viola con belle pieghe di 2°fase tipo chevron e clivaggio di crenulazione S2 a spese dello slaty cleavage di prima fase.

STOP 2- Convento di Rupe Cava. Contatto tettonico tra Calcare Cavernoso della Falda Toscana e scaglia appartenente alla successione toscana metamorfica.
Giunti al Colle di Romagna a q. 340 m si prende una strada sterrata sulla sinistra; si può lasciare l'auto in fondo, in corrispondenza di un ampio spiazzo. Qui possiamo osservare gli elementi che costituiscono il Calcare Cavernoso. A piedi si prosegue per un sentiero che scende verso il basso, tenendosi sulla sinistra si giunge ai ruderi del convento di Rupe Cava, costruito su Calcare Cavernoso. Pochi metri dopo si giunge ad una piccola fontana dove si vede chiaramente il contatto tettonico tra Calcare Cavernoso al di sopra, che forma delle tecchie sporgenti sulle quali sono visibili strie di natura tettonica orientate N070, e scaglia metamorfica al di sotto. Nella scaglia si possono osservare begli esempi di strutture S-C (S=schistosity; C=cisaillement) che indicano uno spostamento della parte superiore verso NE. Le superfici S, molto penetrative (fitte) e ad andamento sigmoide, sono orientate N160E e immergenti 70¡ verso SW, mentre le superfici C sono sub-orizzontali e orientate circa N130E e spaziate di alcuni centimetri. Queste strutture sono a loro volta tagliate da piccole faglie dirette ad alto angolo con rigetto centimetrico-decimetrico.


Itinerario 2b
(S. Giuliano - Monte Moriglione di Penna - Scisti di S. Lorenzo)

STOP 1- Andando da Pisa verso Lucca, sui tornanti che salgono dall'abitato di S. Giuliano Terme alla galleria del Monte Pisano, si può osservare nel taglio stradale il Calcare Ceroide, calcare ricristallizzato per metamorfismo sintettonico. La temperatura stimata durante il metamorfismo è di circa 380°+-30°C (Carosi et al., 1992). Poche decine di metri prima dell'imbocco della galleria si vede il contatto con il sovrastante Calcare Selcifero, che qui è intensamente deformato da strette pieghe.
Superata la galleria, si procede verso l'abitato di S. Maria del Giudice dove si raggiunge il cimitero del paese. Da qui, si sale per una ripida strada di cava che, seguendo l'itinerario indicato con 040 nella carta turistica al 25.000, taglia attraverso il brullo versante raggiungendo il crinale sud-ovest (tempo stimato 1.50 ore).
Nella cava vicino al bivio all'inizio della salita è presente un affioramento molto alterato di quarziti e filladi del Verrucano, che passano a dolomie grigio scure e calcari dolomitici stratificati con livelli di brecce e conglomerati con. evidente stratificazione inclinata verso NW, contro il pendio. In alto nel taglio della cava si vede il contatto con il sovrastante calcare ceroide, che si presenta privo di stratificazione. Salendo, in corrispondenza delle cave abbandonate e oltre si possono osservare nel calcare ceroide alcune strutture sedimentarie dolomitizzate, abbastanza ben conservate e messe in rilievo dall'erosione, quali bird's eyes, ooliti, oncoliti, stromatoliti etc. tipici di un ambiente di piattaforma e resti fossili ricristallizzati (gusci di ammonoidi, gasteropodi etc).
A quota 380 m, pochi metri al di sotto di una cavetta abbandonata, si incontra il passaggio con il sovrastante Calcare selcifero, che avviene in pochi decimetri tramite l'interposizione di una calcare debolmente rosato. A questo punto entriamo nel nucleo della sinclinale del Moriglione di Penna, costituito interamente da Calcare Selcifero. Nella cava abbiamo una ottima esposizione di tale litotipo le cui liste e noduli di selce hanno registrato bene le deformazioni mostrando treni di pieghe asimmetriche rovesciate verso NW (simmetria a "S") con fianchi stirati che mostrano vistosi effetti di boudinage, spesso con ricristallizzazione di quarzo e calcite fibrose negli spazi aperti tra i boudins. Gli assi delle pieghe minori sono piuttosto dispersi e risultano orientati NE-SW con inclinazioni sia verso SW che verso NE.
Il contatto tra le due formazioni è facilmente seguibile fino in prossimità delle vetta e mostra alcune pieghe minori a scala decametrica. Il contatto, marcato da una netta differenza di vegetazione, è ben osservabile fino al Monte di S. Giuliano.

STOP 2- Località fossilifera per felci etc. negli Scisti di S. Lorenzo.....



Bibliografia essenziale
  • Carosi R. & Montomoli C. (1999) - Relations between folds and stretching lineation in the Verrucano of Pisani Mounts, Northern Apennines. C. R. Acad. Sci. Paris, Sciences de la terre et des plantes/Earth & Planetary Sciences, 328 (7), Elsevier Gauthier-Villars, Paris, 1999, 328, 485-492.
  • Carosi R., Cerbai N. & Montomoli C. (1996) - The F2 folds of the Verrucano as record of extensional tectonics in the Northern Apennines (Italy). Compte Rendus de l'Academie des Sciences, t. 322, serie II a, 773-780
  • Carosi R., Cerbai N. & Montomoli C. (1995/1996)- Deformation history of Pisani Mts. (Northern Apennines, Italy). Annales Tectonicae, vol.9, 2.
  • Carosi R., Leoni L. & Tamponi M. (1993) - Temperature di metamorfismo e "cristallinita`" dell' Illite nell' Unita` di Santa Maria del Giudice (Monti Pisani, Appennino Settentrionale). Atti Soc. Toscana Sci. Nat. Mem., Ser. A, 99, 161-173.
  • Franceschelli M., Leoni L., Memmi I., & Puxeddu M. (1986) - Regional distribution of Al-silicates and metamorphic zonation in the low-grade Verrucano metasediments from the Northern Apennines, Italy. J. Metamorphic Geol., 4, 309-321.
  • Tongiorgi M., Rau A. & Martini I.P. (1977) - Sedimentology of early-alpine, fluvio-marine clastic deposits (Verrucano, triassic) in the Monti Pisani (Italy). Sed. Geology, 17, 311-332.
  • Rau A. & tongiorgi M. (1974) - La geologia dei Monti Pisani a Sud-Est della Valle del Guappero. Mem. Soc. Geol. It., 13, 227-408.
  • Giannini E. e Nardi R. (1965) - Geologia della zona nord occidentale del Monte Pisano e dei Monti d'oltre serchio (Prov. di Pisa e Lucca). Boll. Soc. Geol. It., 84, 197-270.