
Veduta aerea
del ghiacciao "O'Kane", Terra Vittoria Settentrionale.
Sullo sfondo il vulcano Mount Melbourne, alto 2700 m.
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Come per tutte le altre linee di studio (biologia, fisica dell'atmosfera,
climatologia, astrofisica ecc.), I'interesse generale dei geologi
è quello della ricerca finalizzata alla conoscenza sempre più
dettagliata di questo ambiente molto speciale.
L'attività di ricerca si svolge nel rispetto degli accordi
internazionali previsti dal cosiddetto Patto Antartico, che
prevede di "utilizzare" I'Antartide come un grande laboratorio senza interessi di
tipo economico o militare seguendo progetti scientifici nazionali
ed internazionali approvati dallo SCAR (Scientific Committee for
the Antarctic Research) che è l'ente scientifico mondiale che
esamina e approva i programmi di studio in Antartide.
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In particolare, i ricercatori che s'interessano
alle Scienze della Terra si
dedicano allo studio del continente
antartico così come oggi lo vediamo: una vasta area
emersa (più grande dell'Europa) ricoperta quasi totalmente da
ghiaccio, ma sotto al quale, contrariamente a quanto avviene nell'Artide,
esistonorocce che in
numerosi punti emergono dal ghiaccio stesso, sono cioè "in
affioramento", soprattutto lungo le zone periferiche del
continente e in corrispondenza delle fasce montuose.
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Scopo di queste ricerche è il tentativo di capire attraverso quali
processi geologici l'Antartide abbia acquisito la sua attuale
configurazione e di ricostruire la storia dell'Antartide più
indietro possibile nel tempo.
E' una storia molto lunga, come per altri continenti della
crosta terrestre; essa rimane registrata nella costituzione e
struttura delle rocce, molte delle quali contengono testimonianze
di avvenimenti geologici attuatisi in tempi precedenti il
Paleozoico, cioè oltre 570 milioni di
anni fa, quando l'Antartide non esisteva ancora come
continente a sé stante e non era ricoperto da ghiacci. Anche
questi ultimi hanno subito un'evoluzione piuttosto lunga da
quando hanno iniziato a formarsi circa 30-35 milioni di anni fa:
la loro storia è oggetto di studi di grande dettaglio da parte
dei glaciologi e dei paleoclimatologi, che ottengono dalle
analisi dei ghiacci informazioni preziose sulle modificazioni del
clima sulla superficie terrestre durante gli ultimi milioni di
anni.
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Affioramento
di rocce metamorfiche lungo il ghiacciaio Priestely
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L'attività dei geologi italiani si è sviluppata attraverso
quindici spedizioni realizzate nell'ambito del Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) a partire al 1985. La zona di studio su cui sono state
concentrate le ricerche è la porzione settentrionale della Terra Vittoria(Northern Victoria Land), un'estesa regione che si affaccia sulla costa occidentale
del Mare di Ross (Ross Sea), proprio a sud della Nuova Zelanda.
La Terra Vittoria ha una morfologia assai
movimentata, con vallate occupate da ghiacciai imponenti lunghi
più di 250 chilometri e larghi decine, separate da dorsali e
alte montagne che possono superare i 4000 metri (Mount Minto,
4163 metri).
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Scorcio
panoramico della catena transantartica nella Terra Vittoria
Settentrionale
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La Terra Vittoria Settentrionale è la terminazione
verso l'Oceano Pacifico di uno dei maggiori sistemi montuosi
della crosta terrestre, le Montagne
Transantartiche (Transantartic Mountains), che
corrono dall'Atlantico al Pacifico per una lunghezza di oltre
3000 chilometri.
La Terra Vittoria settentrionale è ricca di affioramenti. Le
conoscenze più o meno approfondite sulle varie rocce permettono
di delineare con sempre maggior precisione la storia di questa
parte delle Montagne Transantartiche.
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In sintesi e tralasciando l'evoluzione
pre-paleozoica, questa storia si è sviluppata attraverso tre
principali eventi geologici: nel Paleozoico inferiore e medio,
cioè circa tra 570 e 470 milioni di anni fa, si è
realizzato un processo che ha prodotto una catena di
montagne, nota in letteratura scientifica come Orogene di Ross, frammenti della quale si trovano attualmente in Nuova Zelanda, Tasmania, Australia e forse in Africa meridionale e America meridionale.
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Successivamente l'Orogene di
Ross, a partire da circa 300 milioni di anni
fa, ha subito un sollevamento generalizzato accompagnato
da erosione in ambiente subaereo, che ha smantellato
quasi completamente questa catena di montagne ed ha
portato ad affiorare anche le sue parti più profonde.
Sulla superficie di erosione,
denominata Kukri Peneplain, cioè un'area
continentale completamente spianata, si sono prima
deposte delle arenarie (originarie sabbie) di ambiente
fluvio-lacustre del Permiano e Triassico (280-220 milioni
di anni fa), ricche di resti fossili vegetali e animali (in
particolare rettili).
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Frammento di
roccia (arenaria) con una piccola impronta fossile di Trilobite (fossile
marino) di 500 milioni di anni fa circa, ritrovato da P.
Pertusati durante l'ultima spedizione in Antartide (XVI) nell'alto
Mariner Glacier. La scala è in centimetri.
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Basamento di
rocce metamorfiche nell'alto Priestley Glacier, con al di sopra
della superficie di erosione (conosciuta come Penepiano di Kukri)
le arenarie Beacon (colore giallo ocra) e le lave basaltiche del
Giurassico in colore grigio scuro. La montagna si chiama Shafer
Peak ed è alta 3600 metri.

Disegno
schematico illustrante i rapporti tra il basamento e la sua
copertura nella Terra Vittoria (modificato da R. Casnedi e B.
Lombardo 1992, Le Scienze)
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Nel Giurassico,
intorno a 180-170 milioni di anni fa, è iniziata una poderosa
attività magmatica di tipo effusivo che ha determinato il
formarsi di espandimenti lavici molto spessi e soprattutto di
grande estensione. L'insieme delle rocce profondamente deformate
che costituivano un'antica catena di montagne (I'Orogene di Ross)
al di sotto della superficie d'erosione di Kukri, viene indicato
come "basamento"; I'insieme delle rocce, per lo più
con giacitura tabulare cioè suborizzontali, che si sono deposte
su questa catena spianata viene indicato come "copertura".
I materiali sedimentari e vulcanici della copertura e
soprattutto i fossili terrestri in essi contenuti compaiono anche
in altri continenti, come America meridionale, Africa sud-orientale
Australia e India, e sono una prova inconfutabile che, prima
della dispersione dei continenti nella loro posizione attuale,
questi dovevano far parte di un unico supercontinente chiamato PANGEA, che viene poi a
suddividersi in un supercontinente settentrionale detto Laurasia e uno meridionale chiamato Gondwana, del quale l'Antartide faceva
parte. Laurasia e Gondwana erano separati da un mare molto esteso,
chiamato Tetide.
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Poi c'è un lungo "vuoto di memoria": infatti nella
Terra Vittoria Settentrionale non sono state rintracciate rocce
che ne documentino la storia geologica nell'intervallo di circa
140 milioni di anni corrispondente a Cretaceo, Paleocene ed
Eocene. Eppure è in questo intervallo di tempo che si verifica
il capitolo più recente della nostra storia:
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In arancione
è rappresentato l'orogene andino, in arancione nella figura di
sinistra e verde nella figura di destra l'orogene di Ross, in
giallo chiaro sono rappresentati gli orogeni precambriani
(più antichi di 500 milioni di anni).
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Esso è caratterizzato dallo smembramento del Gondwana e
dal successivo allontanarsi dei vari frammenti continentali Africa, Australia, India e America
meridionale.
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E' in questo intervallo che si delinea l'attuale configurazione geografica, con lentezza ma costante progressione, in particolare l'Antartide e l'anello oceanico che lo circonda.
Nella Terra Vittoria Settentrionale le testimonianze più
evidenti di questo atto sono documentate dai sedimenti raccolti
sul fondo del Mare di Ross che ne indicano, attraverso il
contenuto fossilifero, l'età di apertura, dal progressivo
innalzamento del vecchio Orogene di Ross e della sua copertura di
sedimenti e vulcaniti, sollevamento che determina l'attuale
catena transantartica (è da sottolineare che la "catena
transantartica", anche se in parte coincide con quello che
era l'Orogene di Ross, è molto più recente e quindi ha una
storia geologica del tutto indipendente). Questo terzo atto è
documentato da un progressivo innalzamento del vecchio Orogene di
Ross e della sua copertura di sedimenti e vulcaniti, sollevamento
che determina l'attuale catena delle Montagne Transantartiche.
Il sollevamento della catena transantartica è accompagnato da
una rinnovata attività vulcanica attraverso numerosi apparati
grandi e piccoli. Questo vulcanismo è iniziato nel Terziario (Oligocene,
circa 30-28 milioni di anni fa) ed è parzialmente ancora attivo,
sotto forma di attività fumarolica in Northern Victoria Land,
con attività eruttiva nei vulcani più meridionali (Mount Erebus).
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Come si svolge il lavoro dei geologi?
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La principale fonte dei dati è l'osservazione
diretta delle rocce. Per questo i geologi visitano il maggior
numero possibile di affioramenti e descrivono le rocce che li
costituiscono soprattutto per ciò che riguarda il tipo (rocce
magmatiche, sedimentarie o metamorfiche), la composizione media e
le strutture che vi si riconoscono.
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Il Geologo Pertusati al lavoro durante la XVI spedizione su una parete di roccia lasciate scoperte da un ghiacciaio
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Stralcio di
una carta geologica dell'Antartide alla scala 1:250.000 (Foglio
Mount Murchison,< di Capponi G., Meccheri M. &
Pertusati P.C., 1997).
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I litotipi (diversi tipi di rocce) costituenti i
vari affioramenti vengono riportati su una carta topografica, per
avere un riferimento riguardo la loro disposizione, così da
costruire un abbozzo di carta geologica.
In generale questa parte di lavoro è nota come rilevamento
geologico-strutturale di campagna.
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Se le aree investigate sono prossime alla base
italiana, gli spostamenti avvengono dalla base stessa con rientro
in giornata; se invece sono lontane dalla base (oltre 100-200
chilometri) vengono allestiti dei campi mobili costituiti da
tende, della durata media di 20 giorni.
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Atterraggio
di un elicottero neozelandese di supporto alla spedizione
italiana sulla cima di una montagna a circa 100 km dalla base
italiana.
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In volo con l'elicottero
lungo uno dei maggiori ghiacciai della Terra Vittoria
Settentrionale, il Priestley Glacier
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Questo lavoro è molto avvantaggiato dall'uso di
mezzi moderni, soprattutto dell'elicottero, che
permette di spostarsi da un affioramento all'altro in pochi
minuti scavalcando aree ghiacciate. L'attraversamento di queste
con mezzi normali (slitte trainate da cani e motoslitte), come si
faceva fino a non molto tempo fa, impegnava duramente i
ricercatori per delle settimane con l'aggravante del pericolo dei
crepacci nascosti.
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Altri dati importanti, almeno quanto quelli di
campagna, derivano dall'analisi petrografica delle rocce. Per
eseguirla, da ogni affioramento visitato vengono raccolti
numerosi campioni delle varietà
litologiche (raramente un
affioramento è fatto da un solo tipo di roccia), su ciascuno dei
quali viene scritta una sigla (data, numero progressivo del
campione in quel giorno, sigle dei geologi). Nel corso dell'ultima
spedizione sono state raccolte quasi due tonnellate di campioni
di rocce, che verranno portati in Italia con la nave Italica.
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Campioni di
rocce, classificati e deposiati in apposite casse pronti per
essere portati in Italia
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Una volta in Italia, dal campione viene ottenuta
una sezione sottile, cioè una "fetta" di roccia di
spessore intorno a 40-60 millesimi di millimetro, che poi viene
esaminata al microscopio. Quest'analisi permette di riconoscere
tutti i minerali che costituiscono la roccia e di fare precise
valutazioni su almeno una parte della sua storia geologica. Non
solo, permette anche di controllare la correttezza delle
osservazioni di campagna e di mettere a nudo problemi rimasti
senza soluzione (ce ne sono quasi sempre!). Questa è una fase di
lavoro essenziale, attraverso la quale i geologi confermano o
modificano i dati già acquisiti, perfezionano la carta geologica
e impostano le attività da svolgere nelle future spedizioni.
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Sezione
sottile (circa 30 micron di spessore) di una roccia metamorfica (fillade)
proveniente dall'alto Priestely Glacier fotografata al
microscopio e ingrandita circa 50 volte. Il minerale marroncino
al centro è una mica (biotite).
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Di solito vengono eseguite anche analisi più sofisticate per
ottenere composizione chimica delle rocce, valori di
temperatura e pressione alle quali esse si sono formate e
determinazioni sul contenuto fossilifero di rocce sedimentarie
per stabilire la loro età relativa (in una successione di strati
uno strato è più antico di quello sovrastante e più recente di
quello sottostante).
Recentemente vengono determinate anche le età
radiometriche di rocce magmatiche e metamorfiche attraverso
complicate analisi chimico-fisiche che permettono di definire
queste età in valore numerico (una volta si parlava di "età
assoluta").
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Per esempio, un granito (roccia magmatica
intrusiva) può avere un'età radiometrica di 530+/-8 milioni di
anni. Il granito su cui è costruita la base iltaliana ha una età
di circa 460 milioni di anni.
Anche se nelle grandi linee la storia della Terra Vittoria
Settentrionale è stata definita, il lavoro di ricerca continua
per approfondire i numerosi aspetti particolari ancora irrisolti.
Per quasi tutte le rocce studiate non è certo un lavoro semplice,
né veloce, e per molte di esse non tutti i quesiti hanno ancora
una risposta: I'attività è in progress, come si usa dire!
I risultati man mano raggiunti vengono presentati e discussi
in congressi organizzati dalle nazioni che partecipano alle
ricerche in Antartide e vengono eventualmente pubblicati, dopo il
vaglio di un comitato scientifico, su riviste nazionali e
intrernazionali.
Uno degli obiettivi prefissati fin dalle prime spedizioni è
stata la realizzazione di carte geologiche
della Northern Victoria Land utilizzando i fogli della
carta geografica in scala 1:250000 dell'USGS (United States
Geological Survey).
Attualmente e in collaborazione con i geologi del
programma tedesco di ricerche in Antartide, sono in fase di
completamento e stampa otto fogli della carta suddetta in
versione geologica, nei quali sono sintetizzate le conoscenze più
aggiornate della geologia della Victoria Land settentrionale.
Queste carte per conto del Ministero dellUniversità e della
Ricerca Scientifica e Tecnologica, e saranno disponibili presso
il Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Scienze della
Terra (Siena).
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