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Venerdì, 23 Giugno 2017 15:13

SEMINARIO Fare ricerca in Medio oriente - Rispondere a problemi industriali con la ricerca per ridurre il peso sull'ambiente

Giovedi 19 giugno, h1300, Aula C - il dott. Giantommaso Scarascia, laureato in Scienze Ambientali presso il DST, dottorando presso la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST, Arabia Saudita), terrà il seminario: "Fare ricerca in Medio oriente -  Rispondere a problemi industriali con la ricerca per ridurre il peso sull'ambiente: la mia esperienza in Arabia Saudita alla KAUST".

Al termine del seminario, il dott. Scarascia illustrerà le opportunità di studio e ricerca in Arabia Saudita.

Un Paese in crescita non può prescindere dal supporto della ricerca scientifica. In Arabia Saudita due delle più importanti attività industriali sono, senza dubbio, quella petrolifera e quella legata alla desalinizzazione di acqua salata per la produzione di acqua potabile. Entrambe queste realtà si sono evolute nel tempo con l’obiettivo di abbattere i costi e ridurre il loro impatto sull’ambiente. Questa evoluzione necessita il supporto della ricerca scientifica per approdare a livelli tecnologici adeguati al mondo in cui viviamo.

Due importanti problematiche legate a queste due attività sono la corrosione, dovuta all’attività microbica, delle strutture in ambiente marino, quali torri di raffreddamento e tubature e la bioincrostazione (biofouling in inglese) delle membrane necessarie per desalinizzare acqua salata. La prima è la causa di numerosi disastri ambientali e di ingenti perdite economiche per le industrie petrolifere, mentre il biofouling è un fenomeno comune a tutti i sistemi in cui vengono utilizzate delle membrane per filtrare diversi tipi di acque. Infatti, I microorganismi presenti nell’acqua vengono depositati sulla membrana creando un biofilm che occlude i pori, con la conseguente necessità di aumentare la pressione transmembrana e di sostituire le membrane frequentemente.

Per ridurre l’impatto economico di questi fenomeni vengono utilizzati prodotti chimici (cloro o composti di ammonio quaternario) che sono spesso poco efficaci contro la complessa struttura del biofilm e sono nocivi per l’ambiente con cui vengono a contatto.

La mia ricerca ha l’obiettivo di analizzare metodi alternativi per risolvere queste problematiche, in modo da ridurre il dosaggio di biocidi, pur mantenendo un’adeguata efficacia contro questi microorganismi.