Lunedì, 15 Maggio 2017 13:48

SEMINARIO I titanosauri della Patagonia: l'ultimo rifugio dei giganti

Giovedì 18 Maggio alle ore 14,00 in AULA C si terrà il seminario del Prof. Walter Landini dal titolo:

"I titanosauri della Patagonia: l'ultimo rifugio dei giganti"

L’affascinante racconto di una eccezionale avventura scientifica in una terra ai confini del mondo. Da decenni coinvolto in tanti fronti scientifici e nell’impegno della salvaguardia e divulgazione del patrimonio paleontologico, il Prof. Walter Landini, ci presenta alcuni dei risultati degli ultimi suoi anni di ricerche.  

Riassunto

Anche se resti di dinosauri sono largamente diffusi in tutti i continenti, l'Argentina e la Patagonia, in particolare, per la continuità dei  ritrovamenti, che coprono l'intero arco di vita di questo gruppo,  dal Triassico superiore alla fine del Cretaceo, e lo stato di conservazione di molti  reperti. possono essere considerate “Terre dinosauriane” per eccellenza.

A partire dal 2006, in collaborazione con alcuni paleontologi associati al Museo di Storia Naturale  Bernardino Rivadavia di Buenos Aires, sono state avviate alcune campagne di esplorazione, con l'utilizzazione anche di droni (campagna 2012)  nella Provincia di Rio Negro (Patagonia), che hanno portato alla scoperta, nei sedimenti del Cretaceo superiore ( Fm. Anacleto e Fm.  Allen, del  Santoniano- Campaniano inferiore e Campaniano medio-Maastrictiano inferiore rispettivamente) affioranti in diverse località (General Roca, Allen, Chocon), di aree ad elevata concentrazione di ossa, di reperti isolati di dinosauri, di livelli ad orme (sia di teropoda che di sauropoda) e di foreste fossili.

Le attività di scavo, incentrate nei sedimenti del Campaniano inferiore della valle di El Cuy (General Roca, Rio Negro) hanno portato, oltre  al ritrovamento in superficie di alcuni resti appartenenti ad un cachorro di dinosauro (pulcino di  titanosauro),  alla scoperta di un ricco livello fossilifero, contenenti una elevata quantità di ossa appartenenti essenzialmente a titanosauri.

Le ossa generalmente in buona connessione anatomica sono state attribuite a individui di età diversa (giovani e adulti) appartenenti al  gen. Antracosaurus (= Laplatasaurus): una specie di titanosauro che da adulta poteva raggiungere i 25 m di lunghezza totale. Associate a questo titanosaur bone bed sono state rinvenute alcuni frammenti  ossei di abelisauridae (dinosauro teropode) attribuiti ad un gen et sp, ind.  (Gianechini et al. 2015).

Il buon stato di conservazione delle ossa, l'elevato grado di connessione anatomica di alcuni reperti, la contestuale presenza   di individui appartenenti a classi di età diversa, associati a resti pesci e di tartarughe  di acqua dolce hanno permesso di definire i principali lineamenti paleoambientali.

Queste scoperte contribuiscono in modo fondamentale alla comprensione della diffusione di queste specie e sulla loro successiva estinzione.